Fiera di San Marco: ad aprile venite in vacanza nel Salento

 

La Fiera di San Marco, che si celebra ad aprile, offre una bella occasione per venire a trascorrere una vacanza nel Salento. Una festa particolarmente sentita, una opportunità per ammirare le bellezze offerte dalla generosa terra salentina. A Caprarica fin dalle prime luci dell’alba sulle bancarelle si incominciano ad allestire esponendo al pubblico le tante mercanzie. Una tradizione che vede le sue origini perdersi nel tempo. Un tempo durante la Fiera di San Marco la popolazione si incontrava per barattare gli animali da soma.

Oggi, oltre a festeggiare il Santo con le numerose funzioni religiose, le stradine di Caprarica si addobbano a festa. Bancarelle e stand offrono ai turisti che vengono alla Fiera di San Marco, ogni tipo di prelibatezza tipica della produzione enogastronomica della terra salentina. Inoltre aggirandosi nei vari mercatini è possibile trovare prodotti realizzati dai artigiani locali. Una occasione nella quale sia i grandi sia i bambini vengono piacevolmente coinvolti. E’ anche una opportunità per visitare l’antico palazzo Baronale.

La Fiera di San Marco viene anche svolta a Ruffano, durante la quale viene distribuito ai devoti un fiocco di cotone intriso di olio benedetto da apporre sull’orecchio. Le leggende narrano che questa festa si celebre addirittura a partire dal XV Secolo. In questa occasione i turisti venuti nel Salento hanno la possibilità di assistere e partecipare alla cerimonia della Fiera di San Marco, il protettore dell’udito, nella minuta cripta ipogea posta inferiormente alla chiesa del Carmine che è risalente al XII Secolo.

Oltre alla cerimonia religiosa la Fiera di San Marco offre anche l’occasione di poter prendere parte alle varie manifestazioni organizzate e che prevedono anche esibizioni di bande musicali. Chi deciderà di venire Ruffano nel Salento approfittando dell’occasione fornita dalla Fiera di San Marco, potrà anche andare a visitare i vari anfratti naturali e le molteplici grotte, abitate già epoca paleolitica e successivamente riconvertiti in luoghi di culto dai monaci basiliani.

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